Pubblicità scommesse durante le partite: proposta Pirondini e replica della Lega Serie A

pubblicità scommesse durante le partite - immagine illustrativa Games Network

La discussione sulla pubblicità scommesse durante le partite torna al centro del dibattito pubblico. In audizione al Senato sulla riforma del sistema calcistico, il senatore Luca Pirondini (M5S) ha proposto di fermare i messaggi pubblicitari in diretta e di valutare una tassazione più alta per le società di betting, con risorse vincolate al calcio e con l’obiettivo di tutelare i soggetti fragili. La posizione ha generato un confronto con il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha richiamato le esigenze di competitività del campionato e la necessità di rafforzare il contrasto al gioco illegale. Le dichiarazioni sono riportate nell’approfondimento pubblicato da AGIMEG.

Stop alla pubblicità scommesse durante le partite: cosa propone Pirondini

Il senatore Pirondini ha sostenuto che la pubblicità del gioco d’azzardo in diretta sportiva abbia effetti socialmente dannosi e che sia quindi opportuno intervenire con un divieto durante le partite, senza criminalizzare il gioco legale. La proposta si articola su due binari: da un lato lo stop ai messaggi promozionali in match; dall’altro un aumento della tassazione per le società di betting, con un vincolo di destinazione a favore del mondo del calcio. Nel quadro delineato, la priorità resta la tutela dei soggetti vulnerabili, compresi i giovani atleti professionisti.

Decreto Dignità e interpretazione AGCOM: il nodo delle “quote in diretta”

Nella discussione emerge il tema del Decreto Dignità e dell’applicazione pratica definita dall’AGCOM. Secondo quanto emerso in audizione, l’authority avrebbe distinto tra promozione diretta e mera informazione, consentendo la trasmissione di quote in diretta tv durante gli eventi sportivi. Questo punto è considerato da Pirondini come un superamento di fatto dell’impianto originario, perché riduce l’efficacia del divieto di pubblicità inteso dal legislatore. La questione è centrale: dove finisce l’informazione e dove inizia la pubblicità?

Il confronto europeo: Spagna e Premier League come riferimento

Nel dibattito sono stati richiamati esempi europei. In Spagna, un Real Decreto del 2020 limita in modo significativo le sponsorizzazioni scommesse calcio, inclusa la presenza dei brand sulle maglie. In Inghilterra, i club della Premier League hanno approvato l’eliminazione della pubblicità del betting dalla parte anteriore delle maglie a partire dalla stagione 2026/27. Questi riferimenti vengono citati per valutare l’allineamento dell’Italia ai principali mercati e per comprendere modelli di regolamentazione alternativi.

La risposta della Lega Serie A: competitività e contrasto al gioco illegale

Il presidente Ezio Simonelli ha ribadito che la Serie A opera in un mercato internazionale e che la riduzione delle entrate commerciali può incidere sulla competitività del sistema. La Lega si è detta disponibile a iniziative di sensibilizzazione e a distinguere con chiarezza tra concessionari ufficiali e gioco illegale, considerato un problema da reprimere con decisione. La posizione punta a bilanciare tutela, sostenibilità economica e certezza delle regole.

Implicazioni per operatori, tipster e publisher: come adattare i format

Se il legislatore dovesse intervenire con limiti più stringenti sulla pubblicità scommesse durante le partite, gli attori dell’ecosistema (operatori, media, tipster, creator e webmaster) potrebbero dover rivedere format e canali. In particolare:

  • riduzione dei riferimenti commerciali in diretta e maggiore attenzione a contenuti editoriali informativi e responsabili;
  • spostamento su canali proprietari con controlli di età, limitazioni geografiche e messaggi di gioco responsabile più evidenti;
  • maggiore chiarezza tra informazione su probabilità/quote e comunicazione promozionale, per rispettare i confini regolamentari;
  • investimenti in misurazione e conformità per chi lavora con programmi di partnership e affiliazione nel betting legale.

Per chi monetizza audience nel settore, strutturare processi di compliance, tracciamento e contenuti non promozionali diventa un vantaggio competitivo. In questo contesto può essere utile valutare soluzioni di affiliazione per tipster e creator basate su operatori autorizzati e su linee editoriali allineate alle policy.

Cosa monitorare nei prossimi mesi

Il confronto politico e industriale è aperto. Alcuni elementi da seguire:

  • eventuali iniziative legislative su divieti o limiti alla promozione in diretta;
  • chiarimenti di AGCOM sull’interpretazione tra informazione e promozione;
  • allineamento con i modelli europei e impatti sulle sponsorizzazioni scommesse calcio;
  • misure di contrasto al gioco illegale e valorizzazione dei concessionari legali;
  • ricadute su editori, community e partner commerciali del betting legale.

Per restare aggiornati sui risvolti regolamentari e di mercato del betting e dell’iGaming, è possibile consultare gli approfondimenti del blog di Games Network.

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