Il Parlamento sta esaminando il Decreto Accise, che tocca direttamente il perimetro fiscale e di comunicazione del gaming legale. Al centro c’è la qualificazione di alcune voci come spese di rappresentanza giochi e l’indeducibilità, ai fini IRES e IRAP, dei costi relativi a sponsorizzazioni vietate. Secondo quanto riportato da AGIMEG, le norme, inserite in sede referente alla Camera, riproducono e rendono continuative le previsioni già contenute nel decreto-legge n. 153 del 2026, con applicazione dalle spese sostenute a decorrere dal periodo d’imposta 2026 per i soggetti solari.
In questo approfondimento spieghiamo cosa prevede il testo, come si coordina con il TUIR e il nuovo Testo unico 2027, e quali sono le implicazioni concrete per concessionari, operatori e per l’ecosistema di affiliati, tipster, creator e webmaster.
Spese di rappresentanza giochi: la norma e il perimetro applicativo
Il Decreto Accise introduce, ai soli fini tributari, una regola speciale di qualificazione che interessa i concessionari di giochi pubblici per conto dello Stato. Come ricostruito da AGIMEG, determinati investimenti vengono considerati spese di rappresentanza e non spese di pubblicità ai sensi dell’articolo 108 del TUIR. Rientrano nella definizione:
- l’investimento annuo dello 0,2% dei ricavi netti, entro un tetto massimo di 1 milione di euro per anno, destinato a campagne informative o iniziative di comunicazione responsabile su temi stabiliti annualmente a livello governativo (sentito l’Osservatorio sul disturbo da gioco d’azzardo presso il Ministero della Salute);
- le campagne di promozione, comunicazione e diffusione di messaggi coerenti con la prevenzione e il contrasto del gioco patologico, con oneri a carico del concessionario e indicazione del logo o marchio.
Questa qualificazione è finalizzata a garantire certezza fiscale, evitando valutazioni caso per caso sulla natura promozionale dell’iniziativa. Resta fermo, come precisato nel dossier parlamentare citato da AGIMEG, che l’effetto riguarda esclusivamente l’ambito tributario e soltanto i soggetti e gli investimenti indicati: non modifica la disciplina di settore sul divieto di pubblicità né si estende automaticamente ad altri operatori o iniziative analoghe.
Pubblicità giochi e scommesse: divieti, indeducibilità e riflessi fiscali
Nello stesso pacchetto normativo, il legislatore ribadisce che non sono deducibili ai fini IRES e IRAP le spese che remunerano sponsorizzazioni vietate nel perimetro del divieto di pubblicità giochi e scommesse (articolo 9 del decreto-legge n. 87/2018). La misura copre anche ipotesi che coinvolgono soggetti riconducibili, direttamente o indirettamente, a operatori di gioco legale che forniscono:
- comunicazioni informative sul gioco;
- servizi informativi di comparazione di quote o offerte.
La ratio, evidenziata nella relazione tecnica richiamata da AGIMEG, è allineata alla disciplina dei costi da illecito: se la sponsorizzazione rientra nel divieto di legge, i relativi costi sono fiscalmente indeducibili per chi li sostiene. Il perimetro del divieto rimane quello, molto ampio, già noto al settore: qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, su qualunque mezzo, incluse sponsorizzazioni e citazioni visive o acustiche.
Linee guida AGCOM e comunicazione responsabile
Per prevenire abusi e massimizzare l’efficacia delle iniziative sociali, il testo richiama l’allegato A alla delibera AGCOM n. 200/26/CONS, che integra le Linee guida della delibera n. 132/19/CONS. L’obiettivo è duplice:
- rendere più efficace la comunicazione finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei disturbi da gioco d’azzardo;
- impedire che la comunicazione sociale o di “pubblicità progresso” diventi uno strumento surrettizio per eludere il divieto di pubblicità e sponsorizzazioni nel gioco.
In pratica, la cornice AGCOM orienta tono, contenuti e canali delle campagne ammissibili, mantenendo netta la linea di demarcazione con le comunicazioni a contenuto promozionale.
Il quadro giuridico: TUIR, Cassazione e nuovo Testo Unico 2027
Il dossier parlamentare, ripreso da AGIMEG, sottolinea che la norma ha natura speciale rispetto ai criteri ordinari dell’articolo 108 TUIR. Viene richiamata anche l’evoluzione giurisprudenziale: secondo la Cassazione (ord. 13 settembre 2025, n. 25143), il discrimine tra pubblicità e rappresentanza dipende dall’obiettivo immediato della spesa (focalizzato su prodotto/servizio e sulla vendita, nel primo caso; sulla promozione dell’impresa e della sua immagine, nel secondo), mentre la gratuità non è criterio esclusivo.
Il Decreto Accise coordina inoltre queste regole con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo n. 117 del 2026), che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. Le stesse previsioni sono riproposte nel nuovo impianto: continuità normativa e nessun vuoto applicativo.
Tempistiche e decorrenza: quando si applicano le novità
Le disposizioni si applicano alle spese sostenute dal periodo d’imposta 2026 (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare), come indicato da AGIMEG. In parallelo, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è chiamato ad accertare annualmente le maggiori entrate derivanti dalle nuove disposizioni, da destinare al Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Implicazioni operative per i concessionari di giochi pubblici
Per i concessionari, la classificazione come spese di rappresentanza giochi degli investimenti in comunicazione responsabile comporta effetti pratici immediati:
- Pianificazione di budget: l’obbligo di destinare lo 0,2% dei ricavi netti (entro 1 milione di euro l’anno) alle campagne previste chiede un presidio costante su ricavi consuntivi, cash flow e calendario editoriale delle iniziative.
- Tracciamento e documentazione: diventa cruciale conservare evidenze puntuali su tematiche, formati e canali, in coerenza con le Linee guida AGCOM, per sostenere la natura qualificata della spesa in sede di verifica fiscale.
- Governance e compliance: la qualificazione tributaria non alleggerisce il divieto di pubblicità. Serve una regia interna (o advisor esterno) che separi nettamente le campagne informative/sociali dalle attività a rischio promozionale.
La nuova disciplina riduce l’incertezza fiscale, ma non sostituisce la valutazione legale di conformità dei contenuti e dei contratti con terzi.
Affiliazioni, tipster, creator e webmaster: cosa cambia davvero
La parte sulla indeducibilità sponsorizzazioni interessa direttamente l’ecosistema degli affiliati, perché il testo richiama anche soggetti che offrono informazioni sul gioco o comparazioni di quote/offerte. Alcuni punti chiave da tenere a mente:
- Rischio per i brand: se un’azienda del gioco legale sostiene un costo di sponsorizzazione vietata, quel costo è indeducibile. Questo può rendere meno appetibili, per gli operatori, formule di partnership etichettate come “sponsorizzazioni” in Italia.
- Focus sui contenuti: editori, tipster, creator e webmaster dovrebbero privilegiare contenuti informativi, educativi e di responsabilità sociale, evitando elementi promozionali (call-to-action aggressive, incentivi all’apertura di conti, creatività tipiche dell’advertising).
- Contrattualistica: attenzione alla forma contrattuale. Nel contesto italiano, chiamare “sponsorizzazione” un accordo che veicola visibilità a brand di gioco può collidere con i divieti e creare problemi fiscali al partner commerciale.
- Coerenza con AGCOM: loghi, posizionamenti, claim e formato editoriale devono rispettare le Linee guida. Anche i contenuti di “pubblicità progresso” non possono trasformarsi in promozione indiretta.
- Tracciamento e compliance: occorrono policy editoriali, checklist e sistemi di approvazione che prevengano deviazioni promozionali, specialmente su social, short video e live.
Se operi come affiliato e gestisci traffico italiano, è prudente rivedere naming dei contratti, copy, creatività, posizionamenti e disclosure. Per un confronto su modelli conformi e sostenibili nel tempo, valuta il nostro network di affiliazione betting e casinò.
Tassonomia fiscale e distinzione concettuale: pubblicità vs rappresentanza
La disciplina consolida un principio utile anche per chi struttura piani media e contenuti:
- Pubblicità: iniziative dirette, anche non esclusivamente, a promuovere prodotti/servizi e la vendita (finalità commerciale immediata).
- Rappresentanza: iniziative orientate prevalentemente alla promozione dell’impresa, immagine e prestigio, dalle quali può derivare solo indirettamente un incremento delle vendite.
Nel gaming legale, la comunicazione responsabile rientra nel secondo perimetro. Ma anche qui valgono tracciabilità, coerenza editoriale e rispetto delle Linee guida AGCOM per non scivolare verso il promozionale.
Timeline normativa, continuità e coordinamento
Secondo AGIMEG, il contenuto dell’articolo 2-ter riproduce quanto previsto dall’articolo 3, commi 3-7, del decreto-legge n. 153 del 2026 (i cui effetti sono fatti salvi dopo l’abrogazione), inserendolo nel decreto-legge n. 133 del 2026 per garantirne la continuità. Le stesse previsioni confluiscono poi nel Testo unico imposte 2027, evitando disallineamenti nelle annualità a cavallo.
Domande ricorrenti dal mercato
Le spese di comunicazione responsabile sono sempre pubblicità?
No. Per i concessionari di giochi pubblici, gli investimenti previsti dalla norma vengono qualificati in ogni caso come spese di rappresentanza ai soli fini tributari, nei limiti e con le condizioni richiamate da AGIMEG.
Quali sponsorizzazioni diventano indeducibili?
Restano indeducibili i costi che remunerano sponsorizzazioni vietate dall’articolo 9 del decreto-legge n. 87/2018. Il decreto ricorda che il divieto copre ogni forma di pubblicità diretta o indiretta di giochi e scommesse, incluse sponsorizzazioni e citazioni visive/acustiche su qualunque mezzo.
Da quando si applicano queste regole?
Dalle spese sostenute a partire dal periodo d’imposta 2026 (per i soggetti solari), con trasposizione delle stesse previsioni nel nuovo Testo unico in vigore dal 1° gennaio 2027.
Per approfondire e restare aggiornati
Questa analisi si basa sulle informazioni pubblicate da AGIMEG. Per ulteriori contesti su affiliate marketing e conformità nel gaming, consulta gli approfondimenti sul blog di Games Network o valuta le nostre soluzioni di affiliazione per tipster e creator. Per richieste specifiche, puoi anche contattare il nostro team.
Nota: questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza legale o fiscale.
Vuoi collaborare con Games Network?
Vuoi strutturare una strategia di contenuti e partnership conforme e sostenibile nel mercato italiano? Scopri le nostre soluzioni di affiliazione e confrontati con il team Games Network per valutare il modello più adatto ai tuoi asset digitali.
