Gli Sponsor scommesse sulle maglie in Italia tornano al centro del dibattito. Dopo i recenti casi che hanno coinvolto club italiani costretti a coprire i loghi dei propri partner all’estero, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) è pronta a chiedere alla UEFA il blocco dei marchi betting non autorizzati sulle divise delle squadre straniere che giocheranno nel nostro Paese. In questo articolo facciamo il punto su cosa è successo, sul quadro normativo, su quali club sono attesi con loghi di bookmaker e sulle ricadute per operatori, affiliati, tipster, creator e publisher.
Cosa è successo: i primi stop a Inter e Roma all’estero
Nei giorni scorsi si sono verificati due casi emblematici: l’Inter ha giocato al Bernabéu senza il marchio del proprio partner Betsson.Sport, mentre la Roma, impegnata a Istanbul con il Fenerbahçe, ha coperto il logo Eurobet.live sostituendolo con un’iniziativa benefica, in ottemperanza alle norme locali. Secondo quanto riporta AGIMEG, i regolamenti UEFA consentono alla federazione ospitante di bloccare sponsor vietati sul proprio territorio, determinando quindi maglie differenti a seconda dello stadio e del Paese in cui si gioca.
Sponsor scommesse sulle maglie in Italia: il quadro normativo
In Italia il riferimento è il cosiddetto Decreto Dignità, che vieta qualsiasi forma di pubblicità delle scommesse e del gioco con vincite in denaro, anche in modo indiretto. Le linee guida AGCOM hanno esplicitato che il divieto include le manifestazioni sportive e si estende a maglie gara, cartellonistica, pannelli a LED e naming degli eventi. Questo rende il nostro Paese tra i più rigidi in Europa, con impatti concreti nella gestione delle sponsorizzazioni tra competizioni nazionali e internazionali.
UEFA e federazioni ospitanti: come si applica il blocco degli sponsor betting
Come evidenziato da AGIMEG, i regolamenti UEFA riconoscono all’organizzatore locale la possibilità di impedire l’esposizione di brand non conformi alle leggi del Paese ospitante. Tradotto sul piano operativo: le società possono presentare versioni differenti della divisa, con o senza logo, e adottare soluzioni alternative quando richiesto dalla normativa nazionale.
Chi arriverà in Italia con loghi betting: i casi segnalati nelle coppe
AGIMEG ha elencato le squadre attese in Italia nelle tre competizioni europee con riferimenti a marchi di bookmaker sulle divise. Di seguito una sintesi dei casi citati, utile per comprendere dove potrebbero sorgere verifiche e richieste di oscuramento.
Champions League: dagli sponsor infotainment ai brand betting
- Club Brugge: atteso a San Siro (Inter) e al Maradona (Napoli) con Betsson.sport in frontale. AGIMEG segnala che, trattandosi di un operatore autorizzato in Italia e di un brand legato all’infotainment, non dovrebbero esserci criticità specifiche.
- Shakhtar Donetsk: secondo AGIMEG, dal maggio 2026 il club ha come title sponsor BETON, marchio di scommesse online esposto sulla divisa.
- Sporting CP: logo Betano sul fronte della maglia; gara in programma all’Olimpico contro la Roma.
- Slovan Bratislava: marchio Niké sulla divisa; anche in questo caso previsto l’impegno a Roma.
- AEK Atene: il Como lo ospiterà al Sinigaglia; sul fronte della maglia compare Pame Stoixima (brand betting collegato a OPAP).
Europa League: focus su Allianz Stadium e San Siro
- Rennes: alla Juventus con Winamax sul retro della maglia.
- Omonia Nicosia: Stoiximan in frontale.
- Benfica: Betano sulla manica nelle gare a San Siro con il Milan.
- Ferencváros: presenza del marchio Tippmix sulla maglia.
- Sunderland: LiveScoreBet compare su manica e kit da allenamento; il fronte maglia ufficiale resta privo di loghi betting.
Conference League: il caso 1xBet
- Kairat Almaty: atteso al Gewiss Stadium contro l’Atalanta con 1xBet in frontale.
Tutti i casi e le società citate in questo paragrafo sono ripresi e attribuiti alla segnalazione di AGIMEG.
ADM pronta a intervenire: richiesta formale alla UEFA e possibili esiti
Sempre secondo AGIMEG, ADM è pronta a inviare alla UEFA una richiesta per bloccare l’esposizione dei loghi di società di scommesse non autorizzate in Italia quando le squadre straniere scenderanno in campo nel nostro Paese. In assenza di risposta, AGIMEG non esclude l’ipotesi di sequestro delle maglie direttamente sul terreno di gioco. Si tratta di una prospettiva che, se si concretizzasse, imporrebbe una gestione preventiva ancora più stringente da parte dei club e dei loro partner commerciali prima di ogni trasferta italiana.
Perché il tema è rilevante per operatori e club
La combinazione tra divieto nazionale di advertising e competizioni internazionali crea una complessità che coinvolge direzioni commerciali, uffici legali e team di comunicazione dei club, oltre che gli operatori del betting. Le variabili principali sono:
- Versioning delle divise: necessità di kit alternativi (con e senza logo) e linee guida chiare per ogni gara.
- Controlli dell’evento: sopralluoghi e verifiche pre-partita su cartellonistica, LED e materiali di contorno.
- Brand architecture: differenziazione tra brand “infotainment” e brand di prodotto betting, con implicazioni legali e creative.
- Coordinamento con organizzatori: scambio documentale e pre-clearance con federazioni e leghe per non incorrere in sanzioni o rimozioni in extremis.
Implicazioni per affiliati, tipster, creator e webmaster
Per chi monetizza audience e community nel settore iGaming, il tema degli Sponsor scommesse sulle maglie in Italia è un promemoria importante di compliance. Alcuni punti operativi:
- Autorizzazioni: promuovere solo brand e domini autorizzati nel mercato italiano; evitare riferimenti a operatori non conformi.
- Contenuti editoriali vs promozionali: le analisi sul fenomeno delle sponsorizzazioni sono informative, ma le call to action commerciali rientrano nel perimetro del divieto.
- Geotargeting: dove tecnicamente possibile, prevedere logiche di esclusione o sostituzione creatività per traffico proveniente dall’Italia.
- Creatività brand-safe: niente claim, bonus o inviti all’azione su asset rivolti al pubblico italiano, nemmeno in modo indiretto.
- Tracciamento e audit: mantenere report aggiornati su asset attivi, posizionamenti e approvazioni legali.
Chi lavora con un network di affiliazione betting e casinò strutturato beneficia di supporto su policy, selezione degli operatori idonei e governance delle campagne, riducendo i rischi di non conformità.
Best practice da mettere subito in campo
- Rivedere linee guida editoriali e creative alla luce del Decreto Dignità e delle indicazioni AGCOM.
- Segmentare piani contenuto e traffico per mercato (IT vs estero) con messaggi e asset distinti.
- Documentare le approvazioni e la natura informativa dei contenuti sulle sponsorizzazioni sportive.
- Valutare l’uso di formati neutrali (es. analisi, cronache, dati) privi di inviti a giocare.
- Verificare con il partner di affiliazione l’elenco aggiornato di domini e brand attivabili.
- Stabilire procedure di rimozione rapida in caso di segnalazioni.
Cosa monitorare: interlocuzione ADM–UEFA e impatti sulle prossime gare
I prossimi passaggi chiave riguardano l’eventuale risposta UEFA alla richiesta di ADM e l’applicazione pratica negli stadi italiani. Da seguire con attenzione:
- Esiti delle richieste formali: tempi e modalità di recepimento da parte degli organizzatori delle competizioni.
- Gestione dei match-day: possibili oscuramenti dell’ultimo minuto o sostituzione di kit e materiali.
- Comunicazioni dei club: note ufficiali e chiarimenti su brand esposti o coperti in Italia.
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