Spostamento del gioco verso l’online: territori e filiera alla prova

spostamento del gioco verso l'online - immagine illustrativa Games Network

Il tema dello spostamento del gioco verso l’online è tornato al centro del dibattito: ridurre le slot nei locali non equivale a ridurre il consumo di gioco, ma a farlo migrare su smartphone e piattaforme digitali. Lo evidenzia il direttore di Ascom Bergamo, Oscar Fusini, con dichiarazioni riportate da AGIMEG. In questo articolo ripercorriamo i fatti, perché contano per territori e operatori e quali implicazioni concrete emergono per la filiera iGaming.

Spostamento del gioco verso l’online: cosa emerge dal caso Bergamo

Secondo la ricostruzione citata da AGIMEG, la contrazione degli apparecchi nei bar e negli esercizi pubblici non ha prodotto un calo del gioco. Piuttosto, ha favorito lo spostamento del gioco verso l’online, dove la fruizione è privata, continua e mediata dallo smartphone. Questo passaggio riduce la visibilità sociale del comportamento (nessuna fila alla cassa, nessun scontrino davanti ad altri clienti) e rende più complessa l’intercettazione precoce di situazioni a rischio, inclusi i segnali legati al disturbo da gioco d’azzardo.

Meno slot nei locali: fattori normativi, economici e scelte etiche

La diminuzione delle slot nei bar e in altri esercizi è il risultato di spinte diverse:

  • Vincoli normativi e logistici: limitazioni sulle distanze dai luoghi sensibili e difficoltà di spazio negli esercizi.
  • Margini in calo: riduzione della quota economica per gli esercenti, che rende meno attrattivo ospitare gli apparecchi.
  • Scelte imprenditoriali/etiche: adesione a codici etici locali o orientamenti gestionali che decidono di non proporre slot in sala.

Questo restringimento dell’offerta fisica non elimina la domanda: la sposta su canali digitali più accessibili e meno visibili. È il cuore dello spostamento del gioco verso l’online descritto da Fusini.

Smartphone e accessibilità continua: il rischio che non si vede

La fruizione del gioco online via smartphone abbatte barriere fisiche e sociali: si gioca da casa, in pausa, di notte. Questo abbassamento della soglia di attivazione rende più difficile “vedere” il problema e rallenta l’attivazione di aiuti formali o informali. La valutazione di Ascom Bergamo, riportata da AGIMEG, sottolinea come il focus debba spostarsi dalla rimozione dell’oggetto visibile (la slot) alla lettura del comportamento che cambia canale.

Punti vendita autorizzati come presidio di legalità e tracciabilità fiscale

Ascom Bergamo rimarca il ruolo dei punti vendita autorizzati come argine territoriale. Nei locali presidiati:

  • Baristi e tabaccai possono notare segnali di fragilità e favorire un orientamento ai servizi di aiuto.
  • La tracciabilità fiscale del gioco lecito è presidiata più agevolmente.
  • La presenza di canali regolati tutela la legalità e contrasta l’insorgere di circuiti informali o illeciti.

Per rafforzare questo ruolo, sul territorio bergamasco vengono promossi percorsi formativi, iniziative di sensibilizzazione e il coordinamento di un codice etico provinciale. Sono azioni citate da AGIMEG che mostrano come la prevenzione non possa ridursi a contare gli apparecchi rimossi.

Perché il contrasto al gioco problematico passa dal digitale

La sfida principale, secondo le dichiarazioni riportate da AGIMEG, si gioca ora sul canale online: è lì che la reperibilità è massima e la relazione è privata. Anche il ruolo dello Stato è chiamato in causa per una tutela della salute pubblica coerente: da un lato il gettito fiscale del gioco, dall’altro i costi per il sostegno socio-sanitario. Le cifre della spesa netta del 2025, richiamate nella copertura di AGIMEG, confermano che il solo arretramento degli apparecchi fisici non basta a leggere il fenomeno.

Implicazioni per operatori e affiliati iGaming: compliance, tutela e comunicazione responsabile

Per la filiera digitale, lo spostamento del gioco verso l’online comporta responsabilità chiare. Alcuni punti di lavoro per operatori, publisher e chi si occupa di affiliazioni iGaming:

  • Compliance iGaming: allineare messaggi, funnel e tracciamenti alle normative vigenti, con attenzione particolare a target, linguaggi e formati consentiti.
  • Tutela dell’utente: promuovere strumenti di autoesclusione, limiti di deposito e reminder consapevoli dove previsti; segnalare canali di supporto per il disturbo da gioco d’azzardo.
  • Qualità del traffico: privilegiare community informate e maggiorenni, con filtri e criteri di ammissibilità che riducano i rischi di mis-selling.
  • Trasparenza editoriale: distinguere informazione, intrattenimento e contenuti sponsorizzati, indicando chiaramente finalità e responsabilità.

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Come leggere lo spostamento del gioco verso l’online nel medio periodo

Per territori, istituzioni e imprese, alcune domande operative aiutano a orientare strategie e interventi:

  • Monitoraggio: quali metriche (qualitative e non solo quantitative) aiutano a valutare cambiamenti di comportamento anziché di sola offerta fisica?
  • Prevenzione: come coniugare presidi territoriali e strumenti digitali di early warning e informazione?
  • Formazione: quali competenze servono a esercenti, operatori e publisher per riconoscere e comunicare responsabilmente i rischi?
  • Coerenza regolatoria: come evitare che misure sul retail, se isolate, generino effetti indesiderati spingendo la domanda su canali meno visibili?

La prospettiva suggerita da AGIMEG tramite il caso bergamasco è chiara: intervenire sul canale è necessario, ma risulta decisivo lavorare sui comportamenti, sull’educazione al rischio e sul governo dei contesti digitali.

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Nota sulla fonte

Questo articolo rielabora in chiave editoriale le dichiarazioni di Oscar Fusini (Ascom Bergamo) riportate da AGIMEG, distinguendo i fatti dalle considerazioni di contesto utili alla filiera.


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