Scossa nel gioco online in Italia: il casino vola, il betting frena e il nuovo mercato cambia volto

Il gioco online Italia sta cambiando più in fretta del previsto.
I primi numeri del nuovo regime mostrano subito una tendenza chiara: il casino online cresce, mentre il betting online rallenta.

Il nuovo regime parte con meno operatori

L’Italia ha chiuso il primo mese pieno del nuovo sistema di concessioni online a dicembre 2025. Il nuovo assetto era entrato in vigore il 13 novembre 2025.

Secondo iGamingToday, il mercato è partito con 52 licenze attivate presso 46 operatori. Inoltre, il nuovo sistema ha ridotto il numero di siti collegati ai concessionari, perché le skins non sono più consentite e ogni operatore può gestire un solo dominio per licenza.

Il casino online accelera ancora

Il dato più forte arriva dal comparto casino.
A dicembre 2025 la spesa del casino online ha raggiunto 333,7 milioni di euro, con una crescita del 18,4% rispetto all’anno precedente.

Questo risultato è importante perché mostra una cosa precisa. Anche in una fase di passaggio tra piattaforme e domini, i giocatori sono tornati rapidamente sui prodotti che conoscevano già. Questa lettura è una deduzione ragionata basata sui dati riportati dalla fonte.

Sul fronte delle quote di mercato, Lottomatica ha chiuso dicembre con il 31,14% della spesa casino. Subito dietro c’è Sisal con il 12,10%.

Il betting online invece perde terreno

Se il casino corre, il betting mostra più difficoltà.
A dicembre 2025 la spesa del betting online si è fermata a 126,6 milioni di euro, in calo del 18,8% su base annua. La raccolta è stata invece di poco superiore a 1,2 miliardi di euro, in discesa del 4% rispetto a dicembre 2024.

Il sito sottolinea che il betting è stato il segmento con più attrito durante questa fase di reset del mercato. In particolare, la migrazione delle piattaforme e la riattivazione degli utenti possono aver pesato sui risultati del mese.

Perché il mercato è cambiato così tanto

Alla base di questo scossone ci sono regole molto più rigide.
Ogni licenza costa 7 milioni di euro e, secondo la fonte, lo Stato ha incassato 364 milioni di euro da questo round di assegnazione.

Inoltre, alcuni brand internazionali molto noti, tra cui Betway e Unibet, non hanno richiesto le nuove concessioni. Anche questo ha contribuito a rendere il mercato più compatto e più concentrato.

Cosa può succedere nel 2026

La partita non finisce con le licenze.
Nel 2026 il dibattito dovrebbe spostarsi anche sulla difesa del mercato regolamentato contro il nero e sulle future regole pubblicitarie.

iGamingToday cita infatti un progetto di “shield” multilivello contro la pressione del mercato illegale, con il coinvolgimento di MEF, ADM e SOGEI. Allo stesso tempo, resta aperta la discussione sull’impatto delle restrizioni pubblicitarie del Decreto Dignità sulla capacità del mercato legale di canalizzare meglio i giocatori.

Un mercato già molto diverso

Il messaggio dei primi dati è molto chiaro.
Il gioco online Italia è entrato in una nuova fase, con meno operatori, costi più alti e un equilibrio diverso tra casino e betting.

Per ora il casino sembra aver assorbito meglio il cambiamento. Il betting, invece, deve ancora adattarsi del tutto al nuovo scenario. Questa conclusione è una sintesi editoriale basata sui numeri riportati dalla fonte.