Il riordino gioco fisico non è stato approvato entro la scadenza della delega fiscale del 29 agosto 2026. Secondo quanto riferisce AGIMEG, il Governo non ha emanato il decreto dedicato alla rete terrestre del gioco pubblico, lasciando irrisolti i nodi che riguardano scommesse in agenzia, AWP, VLT, sale bingo, ricevitorie e punti vendita decentrati. In parallelo, il comparto online è già stato ridisegnato con un nuovo sistema concessorio.
Riordino gioco fisico: cosa è rimasto sul tavolo alla scadenza
La riforma del segmento terrestre si ferma nonostante un lungo lavoro tecnico e normativo. La legge 8 agosto 2025, n. 120 aveva già concesso un anno aggiuntivo per attuare la delega; tuttavia non è stata raggiunta una sintesi politica sui punti chiave per uniformare la rete fisica a livello nazionale.
- Riduzione e distribuzione dell’offerta: definizione del numero degli apparecchi e della presenza territoriale dei punti gioco.
- Qualificazione e certificazione dei punti vendita: criteri omogenei e riconoscibili per l’intera rete terrestre.
- Regole nazionali su distanziometro e luoghi sensibili, insieme agli orari di funzionamento.
- Ammodernamento tecnologico, tracciabilità dei flussi e minore uso del contante.
- Chiarezza nella distinzione tra canali autorizzati e potenziamento dei controlli.
La mancanza di una cornice uniforme continua a generare contenziosi tra operatori e amministrazioni locali e rende difficile programmare la rete su base nazionale.
Online riordinato, rete terrestre in stallo
Il quadro regolatorio non è omogeneo tra i canali. Con il decreto legislativo 41/2024, il riordino del gioco a distanza ha inaugurato un nuovo ciclo concessorio online. La rete terrestre del gioco pubblico, invece, resta disciplinata da norme risalenti, regolamenti regionali differenziati e ordinanze comunali che incidono su orari e localizzazioni. Questo squilibrio impatta su controlli, tutela dei giocatori e pianificazione della rete fisica.
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Distanziometri e orari: il nodo dell’intesa Stato-Regioni
Uno dei punti più sensibili del riordino gioco fisico riguarda la composizione con Regioni e Comuni su distanze dai luoghi sensibili e fasce orarie. La proposta tecnica presentata dal MEF alle Regioni aveva puntato a una soluzione di compromesso, ma l’intesa non è arrivata. Senza un accordo nazionale, continuano a coesistere discipline diverse che condizionano la presenza dei punti gioco nei territori.
Perché il 2028 non è una “seconda scadenza” per il riordino
La legge consente decreti correttivi e integrativi fino al 29 agosto 2028. Questo non equivale, però, a una nuova finestra per varare ex novo la riforma della rete terrestre: i correttivi possono intervenire soltanto su decreti già emanati nell’ambito della delega. Non essendo stato adottato il provvedimento sul terrestre, un eventuale riordino richiederebbe un nuovo fondamento legislativo (una diversa delega o altro intervento normativo).
Concessioni in scadenza e possibili proroghe nella prossima manovra
Al 31 dicembre 2026 scadono le concessioni di bingo, scommesse in rete fisica e AWP/VLT. In assenza delle nuove gare, la legge di bilancio appare il veicolo più probabile per una proroga, salvo un intervento anticipato con altro provvedimento. È una soluzione già sperimentata, utile a garantire continuità operativa, ma che lascia irrisolta l’incertezza per imprese, lavoratori e punti vendita e rinvia la revisione organica del sistema.
Nell’approfondimento pubblicato da AGIMEG si evidenzia inoltre che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo non avrebbe abbandonato il dossier e che, sul rinvio, avrebbero inciso anche le perplessità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano sulla tempistica politica.
Implicazioni pratiche per operatori e stakeholder della rete fisica
In assenza di riordino:
- Pianificazione complessa: gli operatori devono continuare a confrontarsi con normative locali eterogenee, con impatti su aperture, rilocalizzazioni e orari.
- Rischio di contenzioso: le divergenze tra livelli istituzionali restano un fattore di incertezza regolatoria e giuridica.
- Investimenti rinviati: ammodernamento tecnologico, pagamenti elettronici e rinnovamento degli apparecchi rischiano di procedere a velocità diverse.
- Tutela e controllo: senza standard nazionali univoci è più difficile bilanciare prevenzione, legalità e sostenibilità del comparto.
Per chi opera in ecosistemi omnicanale, lo stallo della rete terrestre richiede attenzione speciale a compliance, localizzazione delle sale e coordinamento con le strategie online, già inquadrate da regole più aggiornate.
Perché molti parlano di “occasione persa”
La scadenza della delega rende concreto un timore diffuso nel settore: senza un intervento organico, il comparto terrestre resta privo di una visione comune in grado di coniugare tutela della salute, contrasto all’illegale e sostenibilità economica. Come ricorda AGIMEG, anche voci di mercato avevano definito la mancata riforma una grande occasione mancata per ammodernare regole e offrire certezze alla rete.
Come seguire gli sviluppi e prepararsi alle prossime tappe
In vista delle possibili proroghe e di un futuro nuovo perimetro legislativo, è consigliabile:
- monitorare gli atti collegati alla legge di bilancio;
- mappare l’esposizione regolatoria sui diversi territori (distanze, orari, autorizzazioni locali);
- valutare piani di aggiornamento tecnologico sostenibili anche in uno scenario transitorio;
- coordinare governance e procedure di compliance tra canale retail e canale online.
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