Il riordino gioco fisico in Italia resta in stallo. Con la scadenza della Delega Fiscale al 29 agosto e l’assenza di un accordo sulla distribuzione territoriale dei punti di gioco, il comparto retail continua a muoversi in un quadro incerto. In una recente intervista, Maurizio Ughi (ex amministratore delegato di SNAI) ha espresso forte preoccupazione per l’inerzia politica e ha avanzato proposte operative su regole tecniche, PVR e pagamenti. I passaggi chiave dell’intervista sono stati raccolti e pubblicati da AGIMEG.
Riordino gioco fisico: perché lo stallo continua
Secondo Ughi, la questione che blocca il riordino è principalmente la distribuzione territoriale della rete: dove possono collocarsi punti scommesse, corner e slot, e con quali criteri. È un tema che, a suo giudizio, ha creato l’impasse dal 2016 e che continua a non trovare una sintesi condivisa tra livelli istituzionali e stakeholder.
Per il settore, l’assenza di un perimetro chiaro comporta costi di compliance, incertezza sugli investimenti e difficoltà a pianificare l’evoluzione dei punti vendita. In parallelo, il segmento online prosegue la sua corsa, accentuando il divario tra canali e creando ulteriori asimmetrie competitive.
Regole tecniche ADM e capitolati: l’ipotesi di aggiornamento
Le regole tecniche ADM e i relativi capitolati risalgono in larga parte a standard definiti molti anni fa. Ughi suggerisce che l’Agenzia possa intervenire su questi strumenti, aggiornandoli alla tecnologia disponibile e semplificando l’operatività nei negozi. L’obiettivo: snellire i processi, digitalizzare attività oggi manuali e rendere più efficiente il controllo all’interno dei punti di gioco.
La proposta è di utilizzare gli anni di proroga come banco di prova: i concessionari potrebbero sperimentare le nuove regole tecniche e, sulla base dei risultati, orientare gli investimenti in vista delle prossime concessioni scommesse. Nella visione di Ughi, l’adeguamento al capitolato aggiornato potrebbe perfino giustificare un rinnovo a breve termine delle concessioni, qualora gli oneri di adeguamento fossero significativi. Si tratta, naturalmente, di una proposta e non di una decisione già assunta.
PVR scommesse: monomarca o multi-concessionario?
Altro nodo caldo riguarda i PVR scommesse (punti vendita ricarica). Ughi evidenzia che oggi, pur non essendo vietato per legge avere PVR che operano con più concessionari online, nella pratica spesso i contratti commerciali prevedono esclusive di marchio. La sua proposta è chiara: eliminare le esclusività e consentire che i PVR siano multi-concessionario, così da rispondere meglio alla domanda del territorio e ridurre il rischio di PVR abusivi.
Nell’ottica di integrazione tra online e fisico, Ughi ritiene naturale collocare i PVR dentro negozi e corner di scommesse già autorizzati: luoghi che dispongono di procedure, controlli e personale formato. In questo scenario, i PVR svolgerebbero un ruolo di supporto per ricariche e servizi connessi ai conti di gioco, compresi i limiti operativi esistenti (come il tetto di 100 euro per singola ricarica richiamato nell’intervista), contribuendo a un’esperienza più lineare per il cliente.
Pagamenti cashless e voucher nei negozi di scommesse
Dal fronte dei metodi di pagamento, Ughi giudica positivamente l’integrazione di POS e carte nei terminali: un’evoluzione che potrebbe portare a punti scommesse senza contanti, con benefici in termini di sicurezza per clienti e gestori. L’adozione di strumenti tracciati riduce i rischi e semplifica i controlli.
Nel breve periodo, tra le soluzioni suggerite emergono carte prepagate e voucher scommesse, equiparabili a strumenti già diffusi nel retail. Tali opzioni possono limitare l’uso di contante e contenere le commissioni, mantenendo al contempo un buon livello di praticità per i giocatori e di efficienza per l’esercente.
Implicazioni per operatori, affiliati e community dell’iGaming
Le proposte sul tavolo toccano l’intero ecosistema:
- Operatori e concessionari: un aggiornamento delle regole tecniche ADM e del capitolato tecnico potrebbe abilitare processi più digitali (riconciliazioni, verifiche, reportistica), migliorare la compliance e ridurre i costi fissi in agenzia.
- Rete di accettazione fisica: PVR più flessibili e integrati con i negozi esistenti semplificherebbero onboarding e assistenza clienti, rafforzando la relazione territorio–online.
- Affiliati, tipster, creator, webmaster e publisher: una rete retail più strutturata e cashless incide su funnel e retention. Se i PVR in agenzia diventano il punto di riferimento per ricariche e supporto, l’acquisizione online può beneficiare di percorsi di pagamento e assistenza più chiari, con minori frizioni post-click e un’esperienza più coerente tra canali.
Per chi opera nell’affiliazione iGaming, conoscere come evolvono PVR, pagamenti e standard tecnici aiuta a progettare meglio messaggi, creatività e onboarding, scegliendo i partner più allineati a pratiche sicure e a un servizio clienti affidabile. Una filiera ben coordinata tra fisico e digitale tende a migliorare continuità d’uso e valore nel tempo, pur senza garantire risultati.
Che cosa monitorare nei prossimi mesi
In assenza di un riordino gioco fisico immediato, le leve evolutive più pragmatiche sono quelle evidenziate nell’intervista di Ughi:
- eventuali aggiornamenti alle regole tecniche ADM e al capitolato tecnico, per snellire i processi e favorire la digitalizzazione dei negozi;
- scelte dei concessionari in tema di esclusività nei PVR e possibili aperture a modelli multi-concessionario;
- adozione progressiva di pagamenti cashless e di strumenti come voucher e prepagate, con ricadute su sicurezza, tracciabilità e costi;
- gestione della distribuzione territoriale, vero punto di frizione che condiziona l’intero perimetro retail.
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Fonte: sintesi e dichiarazioni tratte dall’intervista riportata da AGIMEG.
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